LaMacchinaCOmunale

LA MACCHINA COMUNALE
La possibilità di portare a termine il percorso programmatico delineato in precedenza è affidata essenzialmente all’efficientamento della macchina comunale, che il Nuovo Comune erediterà in condizioni assolutamente insufficienti, non per incapacità dei dipendenti, causate dalla scarsa attenzione ai problemi del personale ed alla ridotta interlocuzione che ha caratterizzato i rapporti tra l’amministrazione e il personale stesso e le delegazioni RSU.
E’ pertanto necessario che la nuova amministrazione, il Nuovo Comune, proceda con grande sollecitudine ad una revisione generale dell’assetto dei settori e dei servizi comunali, affidandone se del caso uno studio ad un consulente referenziato e affidabile nel campo dell’organizzazione del personale, con particolare esperienza nel campo delle amministrazioni pubbliche.
Questo periodo di “ascolto” e ristrutturazione prenderà
all’incirca i primi sei/otto mesi del mandato, che coincidono poi con il periodo in cui la nuova amministrazione dovrà amministrare con un piano triennale delle OO.PP. e un bilancio predisposti dall’Amministrazione Comunale uscente.
Circa i criteri sui quali si baserà la ristrutturazione dell’Ente si intende puntare su:
 semplificazione della struttura comunale;
 applicazione di un modello a struttura orizzontale e non
 verticale;
 introduzione dei report informativi su base settimanale per la creazione di un data-base informativo ad accesso pubblico;
 valorizzazione della professionalità dei singoli dipendenti, con il ricorso a consulenze esterne solo in casi di effettiva necessità;
 sviluppo della mobilità interna;
 introduzione del concetto premiale del “merito”;
 valutazione della efficienza attraverso un sistema innovativo e non influenzabile dall’esterno;
 riduzione del numero dei dirigenti sulla base delle effettive necessità strutturali.
Tale impostazione della macchina comunale comporta anche indirettamente una necessaria maggior presenza degli assessori nella pratica gestione delle azioni amministrative e dunque una diretta assunzione di responsabilità degli stessi, nei confronti dei cittadini (criterio di responsabilità politica non delegabile).
In questo contesto si inserisce a pieno il discorso sui servizi associati con i comuni di Terranuova Bracciolini e Bucine.
L’associazione di Polizia Municipale, Tributi e Personale con Terranuova e quest’ultimo anche con Bucine, sono i principali che hanno fino ad oggi evidenziato, anziché i risparmi derivanti da quelle economia di scala propagandate dalla demagogia del PD, criticità e gravi ripercussioni sull’organizzazione del nostro apparato comunale. In buona sostanza Montevarchi ha messo sul piatto l’apparato di un comune di quasi 25.000 abitanti che è stato chiamato a dedicare preziose risorse all’efficientamento degli altri enti. La conseguenza è stata quella dell’aggravio dei carichi di
lavoro per il nostro personale e la distrazione di alte professionalità dai compiti istituzionali del nostro Ente.
Questa sorta di sussidiarietà non trova certo ristoro nella mera rifusione dei costi del personale per la parziale utilizzazione a Terranuova e Bucine, peraltro determinati su criteri aspecifici.
Allora occorre essere chiari e determinati: Montevarchi non può supplire alle altrui deficienze alle condizioni attuali.
Se in linea di principio l’associazione dei servizi può essere condivisibile lo deve essere in maniera ponderata su criteri scientifici e concreti, non in omaggio alle logiche di un partito egemone in vallata ed in regione che tenta di tappare i buchi con le risorse che si rendono di volta in volta disponibili altrove.
Una rinegoziazione delle condizioni è l’obiettivo minimo da perseguire.
E’ peraltro indifferibile, in questa logica, l’associazione del servizio di pianificazione del territorio che deve allargarsi a San Giovanni ed a Cavriglia , oltreché a Bucine e Terranuova.
Se parliamo di città diffusa, di Valdarno unica realtà, non si può prescindere da dare continuità ed omogeneità alle contigue aree di confine.
Una criticità da risolvere dopo anni di chiacchiere e dopo il naufragio delle vacue iniziative del regime è la gestione delle realtà territoriali come Levane e Mercatale, da trattarsi come un unicum amministrativo.