Pianificazione del territorio

Pianificazione Territorio

La sostenibilità dell’insediamento urbanistico si verifica con il mantenimento dell’integrità dell’ambiente naturale, con il corretto
funzionamento delle reti tecnologiche e con la qualità delle soluzioni
spaziali. La nuova legge urbanistica regionale 65/2014 sancisce la necessità di rendere effettivo il principio per il quale nuovi impegni di suolo sono ammessi solo se non sussistono possibilità di riuso degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti con l’introduzione di meccanismi codificati volti a contrastare il consumo di nuovo suolo. In quest’ottica dovrà essere facilitato il recupero di volumi già esistenti e aree compromesse, vincolando gli oneri ad un’effettiva riqualificazione attraverso un’urbanistica partecipata.
La futura amministrazione comunale dovrà istituire un registro unico edilizio che costituisca un quadro conoscitivo di tutte le informazioni sensibili riguardanti la realtà territoriale urbanistico-edilizia-tecnologica.
Si partirà dall’inserimento nel Prg delle reti tecnologiche (luce, gas, tel. etc.), trasporto pubblico, aree soggette a particolari problematiche (inquinamento, rumorosità, insite pericolosità,etc.), volumetrie esistenti e densità abitativa, mappa delle disponibilità abitative, attività commerciali, etc…
E’ necessario avere un quadro conoscitivo completo dell’organismo
città: uno strumento previsionale altamente efficace e prezioso per intervenire nel tessuto urbano, disponibile sia per il pubblico che per il privato, che permetterà loro di pianificare in modo adeguato e del quale abbiamo già parlato a proposito del Piano particolareggiato del Centro Storico.
Vogliamo una revisione degli strumenti urbanistici per focalizzarli su punti per noi essenziali, quali la ristrutturazione e il recupero di edifici ed aree esistenti.
Si tratta di proporre nuove forme di organizzazione dello spazio urbano fondate sull’esigenza di contenere il consumo di suolo, promuovendo forme di riuso del patrimonio edilizio esistente e garantendo la massima permeabilità del terreno, onde evitare fenomeni di dissesto idrogeologico.
All’interno del perimetro urbano bisogna garantire il raggiungimento degli obiettivi globali dei livelli di CO2 (è stato calcolato, ad esempio, che, per garantire il rispetto degli obiettivi del Protocollo di Kyoto, dovrebbero essere piantumati a verde almeno cinquanta metri quadri per abitante insediato).
Questo fondamentale approccio urbanistico ha lo scopo di perseguire l’obiettivo dell’autosufficienza energetica del sistema residenziale, con accorgimenti bioclimatici, ponendo nel progetto stesso le premesse per una utilizzazione massima delle fonti energetiche rinnovabili e l’utilizzo di materiali biocompatibili.
Adegueremo gli strumenti urbanistici alle conoscenze moderne che misurano il consumo di risorse (energia, materiali, acqua) e la riduzione dell’inquinamento (aria,acqua, rifiuti) per tendere alla realizzazione di spazi di vita confortevoli e salubri.
L’organizzazione e la pianificazione territoriale determinano sia la qualità di vita, sia la ricchezza locale e pertanto è necessario importare e integrare i processi decisionali consueti con quelli più avanzati.
Numerosi comuni stanno sperimentando con successo sia il “bilancio partecipativo”, sia gli strumenti referendari. In gergo si chiamano anche tecniche di “pianificazione partecipata” che consentono di prendere decisioni migliori poiché i cittadini sono coinvolti direttamente nel processo di trasformazione del territorio.
Per questo vogliamo discutere territorio per territorio, quartiere per quartiere, le problematiche e le aspirazioni per la definizione di nuovi assetti urbanistici.
I cittadini devono poter deliberare sulle scelte urbanistiche importanti nel territorio al fine di evitare cantieri assurdi e infiniti.
Gli oneri di urbanizzazione non devono in nessun modo andare a coprire altre voci di spesa del bilancio comunale estranee all’ambito urbanistico (come sempre è successo nella passata amministrazione), ma essere destinati alla realizzazione e miglioramento degli standard urbanistici previsti per legge e, soprattutto, per garantire la concretizzazione per la concessione di agevolazioni volte alla rivitalizzazione dei centri storici.